la ricetta
lo chef Dan Coudreaut spiega come fare il celebre hamburger doppio a casa. Il segreto è il condimento: un mix di maionese, salsa di cetrioli, mostarda, aceto di vino bianco, polvere di cipolla e aglio, paprika.
Il Big Mac è il panino più famoso e uno dei più venduti nella catena di fast food McDonald's.
Ingredienti:
Preparazione:
L'hot dog è un panino farcito con un würstel, spesso condito con ketchup, maionese o senape e talvolta accompagnato da verdure (per esempio crauti).
Si narra che l’hot dog nacque grazie all’astuzia di un venditore di salsicce americano che, per meglio proporre i suoi prodotti negli stadi, dove erano largamente consumati, li introdusse in panini oblunghi, rendendoli più comodi da distribuire; assieme alla salsiccia vi era una salsa rossa piccante e, per questo motivo, furono chiamati red hots.
A cambiar le sorti del nome, intervenne nel 1903 un disegnatore di vignette, tale "Tad" (T.A. Dorgan ), il quale ironicamente raffigurò un hot dog nel quale, al posto del wurstel, vi era un bassotto; lo fece giocando sul fatto che sia il cane che la salsiccia erano lunghi, rossi e tedeschi, chiamando il soggetto in questione “hot dog” (cane caldo). Da allora l’espressione hot dog diventò e restò molto popolare.
E 'per questo hamburger. panino al tuorlo d'uovo. Farcito con… Carota strisce. Broccoli. Mandorle intere. Mandorle tritate. Finocchio. L'olio d'oliva. Succo di limone. Sale e pepe.
Sono svedese di nascita ma ormai, dopo 14 anni qui mi considero quasiitaliana. Sono un fotografo freelance, specializzata nel food photography ma creo, come avete visto qui su Frizzifrizzi, anche ricette da cucinare. Il mio food blog: Lucullian Delights
INGREDIENTI
• 240 ml latte
• 240 ml acqua
• 350 gr zucchero
• 1 pizzico di sale
• 120 ml di olio di semi
• 6 cucchiai di cacao in polvere
• 2 cucchiaini di cannella in polvere, potete anche non metterla ma a me in questo periodo piace questo abbinamento
• 2 cucchiaini di lievito in polvere
• 480 gr di farina
• 250 di farina integrale
• 75 gr di nocciole tritate
PROCEDIMENTO
Mescolate acqua, latte, sale e zucchero finché lo zucchero non si sarà sciolto del tutto. Aggiungete l’olio e mescolate. Solo dopo che lo zucchero si è disciolto negli altri liquidi potete aggiungere gli altri ingredienti secchi. Forse è solo una mia idea, ma credo che senza le uova che in qualche modo “ancorano” lo zucchero, è preferibile fare così.
In una ciotola mettete insieme gli ingredienti secchi, fatta eccezione delle nocciole, e quando lo zucchero si è sciolto mettete insieme il tutto, mescolando bene fino a quando non ottenete un composto omogeneo e morbido.
Versate il composto in una teglia da forno imburrata, io ho usato una di 24x32cm e cospargete di nocciole. Cuocete in forno preriscaldato a 175 °C per 30 minuti ma potete verificare con uno stuzzicadenti.
Un bel blog di cucina, Ginger&Tomato cerca di cambiare prospettiva nel mondo dei blog di cucina: dalle metodologie di cottura dei cibi alle nozioni di economia domestica, l’obiettivo è associare una ricetta alla storia di un alimento, in modo da avere piena consapevolezza, quando si sceglie una piatto, di tutto il fascino che lo circonda e di tutti i riti associati alla sua preparazione.
ecco una gustosa ricetta.
I paccheri alla sorrentina possono essere definiti una versione di base della più elaborata pasta al forno. Questo piatto della cucina campana è un perfetto primo piatto per la cucina vegetariana. Per una cena semplice o per un pranzo domenicale i paccheri alla sorrentina sono una portata ideale. Se questa ricetta è stata di vostro gradimento vi suggeriamo, inoltre, di provare questi altri piatti proposti da Ginger&Tomato: ipaccheri con ripieno di melanzane e ricotta, i paccheri al pomodorino fresco e calamarettio i paccheri con crema ai funghi porcini.
450 gr. paccheri | 700 gr. pomodori ramati | 3 spicchi d'aglio | 1 cipolla | 300 gr. mozzarella di bufala | 130 gr. provolone grattugiato | olio extravergine d'oliva | sale | 1 cucchiaino di zucchero |8 foglie di basilico
Lavate i pomodori, incidete una croce sulla pelle della parte bassa, quindi lasciateli a mollo per qualche istante in acqua calda. Scolate i pomodori, eliminate la pelle e tagliate la polpa a pezzi. Sbucciate l’aglio e la cipolla, quindi lavate la cipolla e tritatela. Fate rosolare aglio e cipolla in una padella con dell’olio, quindi, quando si sanno leggermente imbionditi, aggiungete i pomodori e lasciate cuocere il tutto a fuoco lento.
Nel frattempo sgocciolate la mozzarella e tagliatela a dadini. Mettete a bollire dell’acqua in una pentola e dopo averla salata leggermente mettete a cuocere i paccheri. Scolate la pasta al dente e conditela con un filo d’olio. Quando il sugo si sarà ristretto, conditelo con un pizzico di sale ed un cucchiaino di zucchero, quindi lavate le foglie di basilico ed aggiungetele alla salsa.
Condite la pasta con la salsa appena fatta. Poi mescolate i paccheri e la mozzarella. Ungete leggermente una teglia da forno e distribuite sul fondo i paccheri. Spargete sulla superficie la provola ed infornate il tutto a 200 gradi per circa 20 minuti. Quando la provola si sarà fusa e sarà diventata leggermente dorata, estraete la teglia dal forno e servite in tavola.
l meraviglioso mondo del caffè: dall'albero alla tostatura, dal confezionamento fino alle diverse moke e modi di fare il caffè nel mondo. Un portale che ha come obiettivo la diffusione di informazioni sul mondo del caffè. Caffè inteso non solo come bevanda o luogo di incontro ma anche in tutte le accezioni che possono vedere protagonista il seme della pianta esotica del genere Coffea, andando dalla culinaria ai prodotti di bellezza, dalla medicina all’esoterismo, dalla ricerca scientifica alle nuove tecnologie di produzione.
DAL BLOG http://crocedelizia.wordpress.com
“ Due righe al volo per informarvi che ieri, approfittando del tempaccio e del freddo, me ne sono rimasta tranquillina a casa a completare il PDF della raccolta appena conclusasi.
….. Purtroppo, causa dimensione del file, ho effettuato dei tagli: nulla di doloroso nè di definitivo! Semplicemente ho inserito almeno una ricetta di ogni partecipante (e la maggior parte ha partecipato con una singola ricetta), e scelto invece quella/quelle più interessanti per le lettrici che avevano iscritto alla raccolta più di un post! Conto però di inserire a breve tutte le ricette. Nel frattempo segnalatemi pure gli errori eventualmente presenti, link errati, ecc. Spero l’impianto grafico e il lavoro tutto sia di vostro gradimento. Potete scaricare il pdf in questa pagina. Per leggero serve Adobe Reader, installato sulla maggiro parte dei telefonini. In caso contrario potete scaricare gratuitamente il programma su internet. Buona consultazione e… mi raccomando continuate a segnalarmi le vostre ricette senza uova! Buon inizio settimana e un abbraccio a tutti! “
Dopo "Natale" e "Capodanno", la parola più cercata su Google è sicuramente "dieta". E non c'è da stupirsene visto che, tra pranzi, cenoni e merende, il bottone dei pantaloni che tira è molto più di una sensazione.
Ma quei due o tre chili guadagnati in poco più di una settimana di festeggiamenti non sono poi così difficili da buttare giù una volta tornati alla solita vita: l'importante è seguire una dieta equilibrata e leggera, evitare i drastici fai da te e fare un po' di attività fisica.
Nel dettaglio, a tavola basta seguire dieci semplici regole:
1) Rinunciare a dolci, alcolici e bevande ricche di zucchero
2) Mai saltare i pasti, specialmente la prima colazione
3) Limitare il sale, favorisce la ritenzione idrica
4) Variare negli alimenti, per dare una scossa al metabolismo
5) Non eliminare pasta, pane, riso e cereali: vanno consumati quotidianamente
6) Pesce almeno due volte alla settimana, possibilmente fresco
7) Utilizzare olio extravergine di oliva
8) Consumare almeno 4 porzioni di frutta e verdura al giorno
9) Bere almeno due litri di acqua ogni giorno, specialmente fuori pasto
10) Consumare i molti legumi, ricchi di fibre e proteine
da “ LIQUIDA “
Leggo dal blog “Il Disinformatico”
Il mito dei Teschi di Cristallo Maya è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura new age e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura.
Recentemente National Geographic ha messo alla prova le principali asserzioni che riguardano il più famoso di questi teschi, quello che l'esploratore Frederick Albert Mitchell-Hedges (morto nel 1959) diceva di aver scoperto nelle rovine di un tempio Maya da lui trovato a Lubaantun, in quello che oggi è il Belize, nel 1927 ma descritto soltanto molti anni più tardi.
dal sito CICAP
Più che di "teschio" sarebbe corretto parlare di "teschi" di cristallo. Sono questi infatti una serie di tredici manufatti in quarzo levigato posseduti da privati e da vari musei. Tra i teschi in possesso di musei troviamo un esemplare custodito al British Musem, uno al Musée de l'Homme a Parigi e un terzo allo Smithsonian Institute di Washington, mentre tra quelli appartenenti a collezioni private il più famoso è senz'altro quello di Anna Mitchell-Hedges, figlia dell'esploratore britannico Frederick Mitchell-Hedges, ma degni di nota sono anche quelli di Jo-Ann Parks, del "detective psichico" Nick Nocerino e dell'aristocratica creola Norma Redo.
Secondo una leggenda attribuita al popolo Maya, ma di dubbia origine, i teschi sarebbero destinati a riunirsi per dare inizio a una nuova era in una data attualmente fissata per il 21 dicembre 2012, ovvero alla fine del Conto Lungo del calendario Maya iniziato il 13 agosto 3114 a.C.
secondo me…
l mito dei Teschi di Cristallo Maya è stato riportato alla ribalta dal quarto film della saga di Indiana Jones e dal delirio collettivo intorno alle presunte profezie Maya sulla fine del mondo nel 2012, ma è da decenni uno dei capisaldi della cultura new age e del paranormale. Peccato che sia, per dirla senza troppi giri di parole, una fregatura. Zeus News
Questo è un portale della cucina di qualità, dove potrete trovare e condividere molte informazioni utili sulla cucina e la cultura enogastronomica.Ricette e video ricette quindi ma non solo: consigli su come scegliere il pesce o la carne, linee guida nutrizionali, come preparare una tavola con fantasia e creatività, come scegliere un tartufo, come cercarlo, oppure come si vendemmia, come si prepara un sushi e molto altro.
Qualcuno potrà chiedersi perché il nome ‘uChef…è molto semplice: è italiano (o meglio espressione dialettale dell’italiano sardo, ligure o siculo) ed è anche internazionale perché per chi non lo sapesse la "u" in inglese equivale a "you" cioè "tu", quindi visto che è un portale user generated contents, ovvero con contenuti generati da utenti, cioè voi, abbiamo pensato che tu-chef fosse bello ed immediato per il concept che si vuole trasmettere.
I segreti della cucina svelati da chef professionisti! Sezione consigliata ad appassionati ed esperti dei fornelli.Impara a cucinare bene con i consigli di cuochi professionisti filmati durante la preparazione dei loro piatti. Presenta i piatti in maniera creativa ed appetitosa!
Un approccio casalingo dedicato a chi ama la cucina semplice ed ai principianti.Queste videoricette sono spesso accompagnate da ricette scritte allegate e scaricabili sulla destra del filmato. Buon appetito!
Tutto ciò che ti occorre sapere per diventare un vero esperto tra i fornelli. Seleziona la categoria di interesse e impara a scegliere gli alimenti giusti, a seguire le tecniche di preparazione e cottura. Scopri gli utensili che non possono mancare in cucina e i segreti per rendere il tuo piatto un'opera d'arte. L’interessante pagina di cucina sul Corriere della sera.
Tante ricette di cucina provate e fotografate passo passo, di facile esecuzione: oltre a primi, secondi e contorni, anche liquori e marmellate, salse e conserve, pane, pizza e dolci. Decorazioni passo passo con pasta di zucchero o pdz., dolci e torte decorate,dolci con frutta fresca, golosi cioccolatini e caramelle, dolci al cucchiaio, semifreddi e gelati. Fai "Click" sulle immagini per vedere tutte le pietanze che sono della categoria scelta. Hai poco tempo? vuoi un piatto veloce? Nella sezione "Primi piatti " e "Secondi piatti" visita la categoria "Pronti in meno di 30 minuti" Non sai cosa preparare oggi per il pranzo o per la cena? vai su "Cerca ricetta" scrivi un ingrediente che hai in casa e trova la ricetta che potresti cucinare. Sei alle prime armi in cucina? nessun problema! Negli Ebook e libri di Ricette Gustose troverai tante ricette filmate per poterle eseguire con facilità.
Mi piacerebbe preparare la Torta arancia e cioccolata, sembra davvero tanto golosa.
Ingredienti per la torta:
4 uova
200 farina
50 fecola di patate
250 zucchero
100 ml. di olio extra vergine di oliva
1 bustina di lievito
1 arancia (la buccia e il succo)
Ingredienti per ripieno:
2 tuorli
250 ml di latte
25 gr. di farina
125 zucchero
1 arancia (buccia e succo)
Ingredienti per la glassa:
100 gr. di cioccolato fondente
50 gr. di burro
20 gr. di granella di nocciole tostate
Preparazione:
Torta con arancia e cioccolato ,Ricette dolci ,Ricette torte ,Ricette
Dal Blog Ma che bontà! ~ Le ricette di Cle: Raccolta ricette Cuochi e Fiamme (Simone Rugiati) “Raccolgo qui, soprattutto a futura mia memoria, alcune ricette suggerite da Simone Rugiati (altre le trovi qui) durante la seconda edizione di Cuochi e Fiamme, e anche qualcuna presentata dai concorrenti che mi ha particolarmente colpito”
In casa c’è un’atmosfera dolce, allegra e stuzzicante. Ci si trova tutti insieme a preparare tante sfiziose golosità, belle da vedere e buone da mangiare.Gli ingredienti? La bravura della mamma, il divertimento dei bambini, ma soprattutto creatività, materie prime di qualità e voglia di divertirsi a preparare torte, biscotti, muffin, gelati e tutto quello che la fantasia può suggerire. E allora inventati anche tu pasticcere, segui la fantasia e il desiderio di bontà e confeziona dolci squisiti per amici e parenti.
La guerra del cuoco impazza su tutte le reti televisive
Dopo che Antonella Clerici e Benedetta Parodi hanno lanciato la mania della cucina in tv, adesso ci ritroviamo con cuochi che sbucano da tutte le emittenti. A partire dai due più giovani Alessandro Borghese e Simone Rugiati. Il primo la mattina su Real Time mentre il secondo si destreggia benissimo in “Cuochi e Fiamme” su La7. Poi Ramsay rappresenta l’estremo della cucina, il cuoco che nessun apprendista cuoco vorrebbe mai incontrare, chef di fama planetaria ma dal pessimo carattere, “bastona” continuamente i cuochi, che, a fatica, portano avanti ristoranti di poco successo. Tutto questo succede a “Hell’s Kitchen”. Il contrario di Ramsay è Jamie Oliver, garbato e gentile. Nella sua trasmissione Insegnare a mangiare Bio agli ostinati del fast-food: gli americani in “Food revolution”. Per finire il dolce: Buddy Valastro, "Il boss delle torte" su Real Time. Il programma segue la vita quotidiana di Bartolo "Buddy" Valastro, titolare della pasticceria Carlo's City Hall Bake Shop, situata nella cittadina di Hoboken nel New Jersey. In ragione dello show televisivo, l'esercizio di Valastro ha assunto notevole notorietà negli Stati Uniti, fino ad essere frequentato da star internazionali del mondo dello spettacolo
Insomma divertenti, e a volte qualche spunto per la cucina di tutti i giorno.
Abbiamo spesso parlato di uova in questo blog ma non ci siamo mai soffermati sulle varie tipologie presenti sul mercato. Al supermercato potete trovare uova le cui confezioni recitano le cose più disparate: “allevate a terra”, “biologiche”, “allevate all’aperto” o altro. Che significano?
E quel codice stampigliato su ogni uovo? Quei simboli sono una specie di carta di identità dell’uovo. Il primo numero identifica il metodo con cui sono state allevate le galline ovaiole:
Dopo il codice della tipologia di allevamento troviamo il codice della nazione di produzione. Nel caso in fotografia l’uovo è stato prodotto in Italia. (IT). Il nostro paese produce tutte le uova di cui abbiamo bisogno e difficilmente troverete altri codici. Segue poi il codice ISTAT del comune di produzione. L’uovo lì sopra è stato prodotto nel comune di Giavera del Montello (comune 032 della sua provincia). Le due lettere seguenti indicano la provincia di produzione, Treviso (TV = 026, quindi il codice ISTAT completo del comune è 026032). Per finire un numero che identifica l’allevamento e che serve per la tracciabilità.
Il consumatore quindi si trova di fronte ad una gamma di prodotti a prezzi molto diversi ma senza nessuna informazione sulla qualità delle uova prodotte con i vari metodi di allevamento. Ci sono differenze apprezzabili dal consumatore tra uova di tipologia diversa? Alcuni articoli in letteratura affrontano la questione.
Laura Rizzi e collaboratori in “Effect of organic farming on egg quality and welfare of laying hens” hanno indagato l’influenza dell’alimentazione (mangime biologico o convenzionale) e del tipo di allevamento (all’aperto o in gabbia) sulla qualità delle uova.
108 galline ovaiole sono state divise in quattro gruppi. Le galline di due gruppi sono state messe in gabbie da 50×50x50cm, tre galline per gabbia. Gli altri due gruppi di galline sono state messi in due zone all’aperto di 40 metri quadri dotate di pollai e nidi. Due gruppi di galline (uno in gabbia l’altro all’aperto) sono state nutriti con mangime biologico mentre le restanti con mangime convenzionale. Le galline sono state seguite per quattro mesi e periodicamente le uova prodotte sono state misurate e analizzate.
I ricercatori hanno trovato delle piccole differenze nelle caratteristiche fisiche delle uova confrontando le galline allevate all’aperto (indipendentemente dalla loro dieta) con quelle allevate in gabbia. Le uova prodotte da galline in gabbia avevano un po’ più di albume (64-66% del peso dell’uovo rispetto al 62-23%), un po’ meno tuorlo (24% contro 25%). Le galline all’aperto hanno prodotto uova con il guscio più spesso rispetto a quelle allevate in gabbia. Lo spessore del guscio è un parametro commerciale importante perché da quello dipendono le fratture del guscio durante le fasi di lavorazione e trasporto. Le uova da galline in gabbia avevano un albume con indice Haugh più elevato. Questo parametro è collegato alla consistenza dell’albume: più è alto e più l’albume è “bello compatto”, caratteristica apprezzata dai consumatori rispetto invece all’albume che si appiattisce e si diffonde perché “più liquido”. Le galline allevate all’aperto hanno prodotto uova con un tuorlo più intensamente colorato grazie alla possibilità di mangiare dell’erba. Studi precedenti avevano trovato risultati opposti per quel che riguardava il colore del tuorlo e lo spessore del guscio.
Tutti gli animali mostravano buone condizioni di salute. Le galline tenute in gabbia avevano un piumaggio in condizioni peggiori mentre le galline tenute all’aperto avevano la possibilità di esprimere un più alto numero di comportamenti naturali.
Veniamo ora alle caratteristiche chimiche e nutrizionali delle uova. L’analisi chimica del tuorlo e dell’albume dei quattro gruppi non ha mostrato differenze per quel che riguarda il contenuto d’acqua, di proteine, di grassi e di colesterolo. Pare quindi che questi parametri non vengano influenzati dal tipo di dieta o dal sistema di allevamento.
Come dicono i ricercatori “questo conferma l’osservazione frequente che è difficile influenzare le caratteristiche nutrizionali delle uova”
“possiamo concludere che i parametri collegati alla qualità delle uova non dipendono tanto dalla dieta –convenzionale vs biologica- quanto dal sistema di allevamento, dove un miglioramento generale può essere visto in alcuni parametri per le uova prodotte da galline allevate all’aperto, quali la percentuale e lo spessore del guscio, che sono importanti per ridurre le fratture durante la lavorazione e il trasporto, la percentuale di tuorlo, e il colore arancio del tuorlo. L’indice Haugh e il pH dell’albume erano più bassi nel gruppo allevato all’aperto, ma erano comunque valori compatibili per uova di qualità eccellente.”
Gli studi controllati come quello descritto servono per stabilire, con più rigore possibile, delle correlazioni e, se possibile, delle relazioni di causa ed effetto. Non sono però sempre necessariamente rappresentativi della situazione che il consumatore trova quando deve acquistare dei prodotti perché le variabili in gioco nella produzione sono moltissime. Ecco quindi che un gruppo di ricerca dell’Università di Milano ha effettuato uno studio direttamente su delle uova acquistate al supermercato. Uno studio diretto sulle delle uova acquistate è importante per il consumatore perché la qualità delle uova in vendita non è influenzata solamente dal metodo di produzione ma anche da una serie di fattori, ad esempio il trasporto e le scelte commerciali dei punti vendita con il turnover che può essere molto diverso per uova di tipo diverso.
I ricercatori hanno acquistato 28 campioni di uova tipo A di marche diverse prodotte secondo i quattro metodi classificati dalla legge (10 tipo 0, 6 tipo 1, 6 tipo 2 e 6 tipo 3) in alcuni supermercati dell’Italia del Nord. Ogni campione consisteva di circa 40 uova dello stesso lotto. In Italia il grosso delle uova in commercio è di tipo 3. L’articolo riporta che nel 2008 le uova prodotte con metodi alternativi alle gabbie (0+1+2) rappresentavano il 4% del totale (12% in Europa).
Le uova sono state sottoposte ad una serie minuziosa di analisi per valutare variazioni nella composizione chimica, rotture nel guscio, freschezza e così via. Come forse saprete un parametro collegato alla freschezza di un uovo è la dimensione della sacca contenente aria presente all’interno dell’uovo. Con il tempo la sacca aumenta ed è questo fenomeno alla base del vecchio modo per riconoscere uova fresche mediante immersione in acqua.
Le uova biologiche (tipo 0) hanno mostrato una grandezza media della sacca d’aria simile a quella delle uova da galline allevate all’aperto (tipo 1) ma più grande di quella delle uova di tipo 2 o 3. La minor freschezza delle uova di tipo 0 o 1 potrebbe essere dovuta, suggeriscono i ricercatori, ad un sistema inefficiente di raccolta delle uova, in ritardo rispetto alla deposizione. Il fenomeno della minor freschezza delle uova biologiche era stato riscontrato anche in una ricerca americana, ed era stata messa in relazione al basso turnover delle uova di questo tipo, più costose, in un supermercato.
Esattamente come nello studio descritto in precedenza, la qualità dell’albume è risultata inferiore per le uova biologiche rispetto alle uova di galline in gabbia. Ancora una volta dal punto di vista nutrizionale non sono state riscontrate differenze significative tra le uova di diversa tipologia e anche la minore consistenza dell’albume delle uova bio (la cui origine è ancora da spiegare) è comunque nel range di uova di buona qualità.
Una buona notizia invece per chi le deve montare: le uova biologiche hanno mostrato una quantità superiore di schiuma e una consistenza più elevata.
La percentuale di tuorlo rispetto al totale è risultata la stessa nelle varie tipologie mentre le uova di tipo 3 hanno mostrato una percentuale superiore (14%) di gusci con fratture (incluse microfratture non visibili ad occhio nudo) mentre le uova biologiche la percentuale più bassa (5%).
LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO DAL BLOG:
Scienza in cucina di Dario Bressanini. Non non è un Blog di cucina. Ce ne sono moltissimi nella blogosfera, di cuoche e cuochi sicuramente più esperti del sottoscritto. E non è neanche un Blog scientifico, non nel senso stretto della parola.
Ricette dolci o dolci ricette questo è il dilemma? Chi non ama finire un pasto coccolandosi con un dolce? Ecco allora decine di ricette di dolci, torte, creme, dolci al cucchiaio. I dolci semplici o complicati che siano, meritano di essere gustati in compagnia ecco allora tutte le ricette dolci che un goloso può desiderare !